Ritardo nella consegna dei premi Thun e Conad: chi paga?

17 Maggio 2017 By Simona

Non sono impazzita a voler parlare di Thun, Conad o raccolte punti; non mi interessa in realtà far pubblicità nè buona nè cattiva a nessuno di entrambi i Brand in questione.

Essendo però coinvolta in prima persona nei disagi della campagna “Coccole di Casa Thun“, ne approfitto per affrontare il discorso legato all’operazione di Marketing che c’è dietro una raccolta punti, prendendo come esempio lo spiacevole inconveniente che sta coinvolgendo in questi mesi proprio Thun e Conad.

Chi non si è mai lasciato attrarre dalle operazioni di fidelizzazione che Brand più o meno noti mettono in campo per tenersi stretta la propria clientela? Ecco… io sono una di quei Clienti che non cambia facilmente abitudini di acquisto, nonostante ciò sono sempre molto attenta alle operazioni di marketing che intercetto nella mia zona e non solo. Probabilmente le analizzo da un punto di vista diverso da quello del consumatore medio, ma sicuramente non sono una di quelli che per 20 centesimi di sconto su un prodotto in promozione si fanno 40 Km in macchina per raggiungere un supermercato diverso da quello che solitamente scelgono.

PERCHE’ LA RACCOLTA PUNTI

Per fidelizzare il Cliente e legarlo al punto vendita, diverse realtà commerciali già da diversi anni utilizzano fidelity card e operazioni di raccolta punti. Con la fidelity card il punto vendita acquisisce i dati del consumatore e può in ogni momento studiare il target acquisito e le abitudini di acquisto, così da poter posizionare con consapevolezza prodotto ed offerte.

C’è da dire infatti che mentre siamo portati a pensare sempre più che la partita si giochi tutta on-line, lo strumento della raccolta punti è uno dei classici sistemi di remunerazione dell’acquisto che ancora oggi riscuote successo, soprattutto nel caso in cui i premi in catalogo sono un prodotto di marca, qualitativamente ambito e di forte utilità per il target del Brand interessato.

Ovviamente come nel caso Thun e Conad, alla base della campagna che si mette in campo c’è un accordo tra i due Brand interessati ed entrambi grazie a strategie collegate all’iniziativa otterranno visibilità e quindi un ritorno di immagine non indifferente dall’operazione promozionale. Questo naturalmente se i Brand coinvolti avranno saputo gestire al meglio le condizioni dell’operazione messa in campo, cosa che purtroppo in questo caso non è avvenuto.
Ricordate la famosa citazione: «Bene o male purché se ne parli»? Ecco… non sempre funziona proprio così ma già da qualche settimana i consumatori Conad si stanno lamentando per la mancata consegna dei premi richiesti per la raccolta punti «Coccole di Casa Thun». Alcuni, più agguerriti, si sono rivolti addirittura ad Associazioni per la tutela del Consumatore; questo perchè per i premi richiesti i Clienti Conad non hanno solo completato ricche schede di bollini adesivi ottenuti ogni 15 euro di spesa, no… hanno anche anticipato del denaro per ciascuno dei premi richiesti della collezione Thun dedicata a Conad.

MA COS’E’ SUCCESSO IN CASA CONAD-THUN?

Proprio Conad in un comunicato ufficiale dichiara:

«Le richieste pervenute a Conad circa i pezzi della collezione Country Thun sono state al di là di ogni aspettativa; a questo proposito vogliamo rassicurarvi che, ognuno di voi riceverà al più presto i regali richiesti, nessuno escluso. Poiché gli articoli sono in gran parte realizzati a livello artigianale, le consegne dei premi seguiranno il calendario esposto nei punti vendita a insegna Conad che hanno aderito alla iniziativa.»

E così i Consumatori, che dovrebbero essere la priorità dei Brand visto che ne alimentano i fatturati, PAGANO (..stavolta in tutti i sensi!) lo scotto di un errore di valutazione che è stato fatto alla base di questa iniziativa promozionale che indubbiamente ha poi riscosso successo tra i Clienti Conad così come pensata. Gli stessi Clienti però, oggi non guardano più così di buon grado nè il proprio punto vendita nè i due Brand interessati. E come dargli torto? Ci si sente presi in giro, ed i comunicati ufficiali o il tentativo di correre ai ripari «prorogando il concorso fino al 30/06/2017 con la messa in palio di ulteriori 10.000 premi tessili assortiti, al fine di permettere anche ai clienti che, pur avendo prenotato i premi della collezione THUN entro il 26 febbraio, riceveranno il premio prenotato successivamente a tale data» non sembra proprio risolvere le cose.

COME SI CREA UNA RACCOLTA PUNTI

Ora chiariamoci subito, io sicuramente non ho niente da insegnare all’Agency che ha ideato la campagna Conad – Thun quindi argomento chiuso e chi vivrà vedrà (..e io stessa spero di vedere presto i miei premi avendo investito più di 200€ negli anticipi per i premi richiesti!), però ci tengo in questo articolo a trasferire delle informazioni importanti a te che mi leggerai ed ai miei Clienti in primis, come sempre faccio nel mio Blog ☺️

Per creare una raccolta punti allora, devi sapere che è necessario considerare 7 PASSI FONDAMENTALI:

  1. CONOSCERE LA PROPRIA CLIENTELA
    Quanto conosci i tuoi Clienti? Per arrivare ad organizzare una raccolta punti o mettere in atto una qualsiasi altra strategia legata alla fidelizzazione della tua Clientela, devi poter contare su delle operazioni preventive che ti permettono di sapere davvero chi sono i tuoi Clienti, i loro gusti e le abitudini di acquisto. Non solo, è importante scoprirne sesso, età, hobbies e quanto altro possibile al fine di individuare la migliore strategia per legarli al Brand.
  2. RISPETTARE LA NORMATIVA
    Le strategie di fidelizzazione come la raccolta punti rientrano nelle «Operazioni a Premio» e sono normate dal D.P.R 430/2001. E’ necessario quindi seguire quanto disposto dal Ministero dello Sviluppo Economico (M.I.S.E.) per espletare tutte le pratiche burocratiche utili a lanciare una simile operazione di marketing. Non rispettare tale normativa, ti espone naturalmente al pericolo di ripercussioni anche e soprattutto economiche.
  3. CURARE IL REGOLAMENTO
    Bisogna scrivere con cura il REGOLAMENTO facendo attenzione a ogni aspetto logistico e legale dell’operazione che si vuole lanciare. E’ sempre utile rivolgersi ad uno staff legale quando si vuole effettuare una simile operazione, perchè sono aspetti importanti che è sempre meglio delegare a persone competenti in materia.
  4. OTTIMIZZARE IL RAPPORTO EURO/PUNTI
    Questo dato deve essere dichiarato nel regolamento e non potrà essere variato in corso d’opera, se non a favore del Consumatore. Inoltre, fai attenzione a non lasciare che il Consumatore possa facilmente realizzare il rapporto tra premio ambito e spesa da sostenersi.
  5. CREARE UN CATALOGO PREMI
    E’ importante che i premi in campagna siano presentati in modo invitante per invogliare la Clientela ad intraprendere la raccolta punti. Non basterà quindi selezionare dei premi di qualità, utili e vicini al target dei propri consumers, è necessario anche curare l’immagine del catalogo premi in modo che faccia segno!
  6. INFORMARE LA CLIENTELA
    Dietro un’operazione di marketing c’è sempre un’esigenza di base: COMUNICARE NEL MODO GIUSTO. Se non si comunica nel modo giusto, puoi tentare di vendere il miglior prodotto\servizio al mondo o mettere in campo la più conveniente delle promozioni, ma non otterrai risultati sperati.
  7. ATTUARE DELLE OPERAZIONI DI VERIFICA
    Ogni azione on-line o off-line deve essere verificata. Lo dico sempre perchè è una delle cose più importanti che ho imparato: «Solo ciò che è misurabile, è migliorabile». Tenendo sotto controllo l’operazione che metterai in atto, puoi intervenire sulla promozione dell’iniziativa in base a ciò che verifiche puntuali possono suggerirti, per la buona riuscita della campagna pensata.

Insomma, cosa te ne pare?
Avevi mai pensato di utilizzare questo strumento nella tua Marketing Strategy?

Probabilmente penserai che è abbastanza semplice applicare le 7 regole che ti ho svelato in questo articolo anche da solo\a, ma in realtà non è proprio così. Sono assolutamente convinta che tutti debbano formarsi e conoscere in linea di massima i passaggi necessari per completare o arricchire il proprio Business… ma prova anche a prendere in considerazione di chiedere l’aiuto di un Professionista, fosse solo per una consulenza o per lasciarti consigliare al meglio riguardo un’idea che ti piacerebbe vedere realizzata.

Come hai potuto comprendere, anche i Brand più noti possono inciampare in spiacevoli situazioni che se non gestite al meglio possono compromettere anni ed anni di lavoro sulla propria Brand Awareness. Avere accanto dei Professionisti in questo caso, significa attuare le giuste contromisure in casi spiacevoli come quello su citato, o ancora meglio, cercare di non incorrere assolutamente in eventi simili.

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